10) RIFORME 

 
         
 

 

Non si vuole ne si auspica nessuna rivoluzione violenta, tutto deve passare attraverso una metamorfosi ragionata e pacifica. La Costituzione stessa fa credere negli obiettivi che qui si desidera perseguire, ma l'ingannevole opposizione dei Burocrati impedisce di raggiungerli. Il metodo di riforma graduale e ponderato costruirà dei piccoli esempi verificabili sul campo partendo appunto dalle amministrazioni locali minori e quindi più facilmente trasformabili. Si creeranno situazioni funzionali in piccolo che garantiranno le soluzioni giuste per le realtà maggiori e più complesse. Una grande città ha senz'altro problemi ben diversi di un piccolo comune, ma l'impostazione di base è sempre la stessa quindi quello che vale per il villaggio funziona anche per la vasta metropoli, con le relative variabili. Lungo il cammino di riforma gli incontri con la vecchia amministrazione daranno subito l'idea di quello che va scartato e cancellato per sempre, e cosa invece si dimostra efficente e coerente con i nuovi sistemi. Le previsioni di chi scrive sono di un'enorme amputazione di uffici, enti, dipartimenti inutili al nuovo procedimento che con l'amministrazione diretta del cittadino decentra e semplifica tutto. La burocrazia attuale ne crea dell'altra autoproducendosi a dismisura, schiacciando il malcapitato utente che periodicamente è costretto ad averci a che fare. Non solo. Il depauperamento delle risorse dovuto a servizi statali che tolgono tempo-lavoro alla produzione, ferma il progresso economico ed aumenta il distacco tra Stato e governati. In modo particolare in Italia assistiamo quasi dappertutto a procedimenti amministrativi che altro non sono che un'offesa all'efficenza, retaggio dell'Italietta anteguerra. E' impensabile che oggi si possa far funzionare le cose con i metodi di cinquant'anni fa. Tutto quello che è pubblico si è fermato, proprio con la complicità della classe burocratica a sostegno del sistema suo benefattore.
Con un tipo di riforme come quello che si vuole introdurre si semplifica in modo straordinario tutta l'amministrazione statale dato che questa viene svolta dai cittadini maggiorenni direttamente, interessati anche economicamente a livello comunale e in minor misura, ma sempre sovrani, a quello nazionale. Favorendo così l'eliminazione di caotici grovigli di gestione che gli appartenenti alla nostra tanto deprecabile Rappresentanza ostacoleranno in tutti i modi, trovando mille scuse per giudicare queste idee innovative troppo semplici per essere prese in considerazione. Infatti loro nel complicato ci sguazzano, inventandosi mille stratagemmi per rimpinguarsi senza timore di venire scoperti, tanto sono complesse le manovre sottobanco.
Dopo tanti buoni propositi di riforma elettorale assistiamo alla negoziazione con ricerca di compromesso puntando alla soluzione che accontenta un pò tutti i partiti ma che non risolve il problema di fondo. Tengono l'osso fortemente tra i denti mollando solo quando costretti, vogliono salvare il salvabile per poter sopravvivere il più a lungo possibile, danno in pasto al popolo qualche innovazione che non è ne carne ne pesce, tanto per tirare avanti, ma peggiorando in questo modo la situazione sociale fino all'estremo. Ne sono una prova la nascita delle Leghe, movimenti politici che esistono solo ed unicamente sull'onda della protesta furiosa e per molti aspetti cieca. Infatti la gente non vede e non capisce dove sta l'inghippo. Ha bisogno di un nuovo sistema veramente riformatore, deve constatare un nuovo metodo che Le dia voce in capitolo, sicurezza in futuro, garanzia di sacrifici utili al benessere collettivo. Il popolo è stato gabbato per tutta la storia della Prima Repubblica, bisogna farne una Seconda questa volta senza sbagliare. Ma chi mai ci pensa a questo? Solo gli"sfascisti"! Si ma quelli che vogliono distruggere il Collettivismo Burocratico nostrano.
La via nuova che si vuole intrapprendere va percorsa prima di cancellare quella vecchia e solo dopo averne constatato l'utilità della prima a scapito della seconda. Non si vuole distruggere niente che non sia gia sostituito dal nuovo. Deve essere un cammino riformatore graduale e di avvicendamento, con la partecipazione di tutti come singoli cittadini affrancati da qualsiasi movimento politico. Ogni realtà locale si regolerà come meglio crede con un occhio di riguardo verso la coordinazione nazionale, sovrana sempre attraverso il voto diretto e decisionale dei cittadini. Semplificare dopo tanto caos. Per 50 anni i nostri dirigenti politici hanno costruito amministrazioni statali sempre piu complesse e contradittorie con l'unico scopo di accattivarsi le varie categorie sociali, veri serbatoi di consensi per il rispettivo partito. In poche parole invece di pensare al buongoverno si sono sempre preoccupati della loro carriera politica stando attenti a distribuire assistenza ai loro sostenitori a danno dello Stato. Un sistema altamente fallimentare per l'Azienda Italia, remunerativo per tutta la burocratica dirigenza.

Ottorino Rizzi 1992 e successivi.

 


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